Lesioni da pressione: come prevenirle e gestirle a domicilio

Le lesioni da pressione sono ferite della pelle e dei tessuti sottostanti che possono comparire quando una parte del corpo resta sotto pressione per troppo tempo. Succede più spesso a chi è allettato, si muove poco o usa la carrozzina, ma può capitare anche dopo ricoveri, dimissioni recenti o in presenza di fragilità e malnutrizione.

La buona notizia? Con prevenzione, osservazione quotidiana e assistenza adeguata si possono evitare molte lesioni e, quando già presenti, gestire meglio la guarigione a casa.

Cosa sono le lesioni da pressione e perché compaiono

La pressione continua “schiaccia” i tessuti e riduce l’apporto di sangue e ossigeno alla cute. Col tempo la zona si irrita, poi si danneggia e si crea una ferita.

I punti più a rischio sono quelli dove l’osso è più vicino alla pelle:

  • sacro e glutei
  • talloni
  • anche
  • gomiti
  • caviglie
  • scapole

Chi è più a rischio?

Alcune situazioni aumentano la probabilità di sviluppare una lesione da pressione:

  • allettamento o ridotta mobilità
  • seduta prolungata in carrozzina
  • incontinenza
  • pelle fragile, età avanzata
  • diabete o problemi vascolari
  • malnutrizione o disidratazione

I primi segnali da riconoscere (prima che diventi lesione)

Controllare la pelle è fondamentale. I segnali iniziali possono essere:

  • zona rossa
  • pelle più calda o più fredda rispetto al resto
  • indurimento, gonfiore o dolore al tatto
  • pelle lucida, fragile con vescicole
  • nelle pelli scure: cambiamento di colore verso viola/bluastro o area “spenta”

Prevenzione a domicilio: 6 azioni semplici che fanno la differenza

1) Cambiare posizione con regolarità

Se la persona è allettata: alternare i decubiti (supino, laterale) regolarmente, diminuisce la pressione nel sito e riduce il rischio di insorgenza.
Se sta in carrozzina: piccoli spostamenti frequenti e pause.

2) Proteggere i talloni

I talloni sono tra i punti più vulnerabili. È utile scaricare la pressione con supporti adeguati e controllarli ogni giorno.

3) Materasso e cuscini: scegliere i supporti giusti

Un materasso antidecubito o un cuscino adeguato possono ridurre molto il rischio. La scelta va fatta in base a:

  • mobilità della persona
  • peso e postura
  • tempo trascorso a letto/seduta
  • condizioni della pelle

4) Pelle pulita e asciutta

Detersione delicata, asciugatura accurata, prodotti barriera quando serve (soprattutto in caso di incontinenza). Evitare sfregamenti.

5) Nutrizione e idratazione

La pelle guarisce e si difende meglio se il corpo è nutrito e idratato. Se c’è scarso appetito o perdita di peso, vale la pena parlarne con un professionista.

6) Ridurre attrito e “scivolamenti”

Quando si sposta una persona nel letto è importante evitare che la pelle “strisci” sulle lenzuola. Anche qui, tecniche e ausili fanno la differenza.

Se la lesione è già presente: cosa fare (e cosa evitare)

Quando compare una lesione, l’obiettivo è: proteggere la zona, controllare l’evoluzione, prevenire infezioni e favorire la guarigione. Fai valutare subito al medico o all’infermiere.

Consigli utili:

  • non appoggiare peso diretto sulla zona
  • osservare dimensione, colore, eventuali secrezioni
  • seguire indicazioni su medicazioni e frequenza dei cambi

Cose da evitare:

  • “rimedi fai-da-te” o prodotti non indicati
  • medicazioni improvvisate
  • ritardare la valutazione quando la ferita peggiora

FAQ

Quanto tempo ci vuole per guarire?
Dipende da profondità della lesione, condizioni generali, nutrizione e continuità delle cure. La cosa più importante è intervenire presto.

Il materasso antidecubito basta da solo?
Aiuta molto, ma non sostituisce posizionamenti, controllo della pelle e gestione dell’umidità.

Le lesioni da pressione possono infettarsi?
Sì. Per questo è importante monitorare e non improvvisare medicazioni.

Mito vs realtà

Mito Realtà
“Se la pelle è solo rossa non è niente.” Il rossore persistente (che non scompare) può essere l’inizio di una lesione da pressione: va scaricata la zona e monitorata.
“Basta il materasso antidecubito e siamo a posto.” Il materasso aiuta, ma servono anche cambi di posizione, controllo della pelle, gestione dell’umidità e supporti mirati.
“Massaggiare forte la zona arrossata aiuta.” Sulle zone a rischio o arrossate meglio evitare massaggi energici: possono aumentare il danno ai tessuti.
“Le lesioni vengono solo a chi è allettato.” Possono comparire anche in chi sta molte ore seduto (carrozzina/poltrona) o ha mobilità ridotta/post-operatorio.
“I talloni non sono un problema: basta un cuscino qualunque.” I talloni sono tra i punti più critici: spesso serve scarico corretto e controlli quotidiani.
“Se non c’è sangue o pus non è grave.” Una lesione può essere seria anche senza sangue: è fondamentale riconoscere i segni precoci e prevenire l’evoluzione.
“Se la pelle è umida, la lavo più spesso e basta.” L’igiene è importante, ma serve anche protezione barriera (quando indicata) e routine per ridurre l’umidità senza irritare la pelle.
“Le medicazioni sono tutte uguali.” Le medicazioni vanno scelte in base a sede, essudato e fase: improvvisare può rallentare o peggiorare la lesione. Meglio un piano professionale.
“È solo un problema di pelle.” È anche un problema di pressione, mobilità, nutrizione e idratazione: serve un approccio completo.
“Se migliora un po’, posso tornare alle abitudini di prima.” Il rischio di recidiva è reale: mantenere prevenzione e controlli riduce ricomparse.

Fonti:

  • NICE – Pressure ulcers: prevention and management (CG179), linee guida cliniche su prevenzione/valutazione/trattamento. NICE+1
  • NHS – Pressure ulcers (pressure sores): segni iniziali (arrossamento che non sbianca), sedi tipiche e sintomi. nhs.uk
  • NPIAP (National Pressure Injury Advisory Panel) – Pressure Injury Stages (definizioni 2016) + poster di staging: terminologia e stadi (es. Stage 1 = eritema non sbiancabile). npiap.com+1
  • International Guideline (EPUAP/NPIAP/PPPIA) – Prevention and Treatment of Pressure Ulcers/Injuries (2019, riferimenti ufficiali al documento). International Guideline